In una riunione non si tratta nè d'imporre la propria idea, nè di difenderla. Non si può vivere a lungo in comunità con questo spirito. Occorre, al contrario, venirvi per ascoltare le idee degli altri. La riunione serve a scoprire "insieme" quello che si deve fare. E questo implica che si sia convinti che "si è più intelligenti tutti insieme che ognuno da solo".
[Ecco perchè nella co.ca quando si dice "stasera si decidono le stafff"i capigruppo arrivano con in mano una decisione già presa.]
E' per questo che bisogna permettere ad ogni persona, e soprattutto a quella più timida e alla meno loquace, di esprimersi.
Il fondamento di ogni riunione è l'ascolto delle idee degli altri. Ci vuole tempo perchè una comunità scopra il dono delle riunioni, la loro efficacia per la vita comunitaria e il modo in cui possono nutrire le intelligenze e i cuori di ognuno. Bisogna saper soffrire nelle riunioni, passare da momenti di discussioni penose, a volte anche di lotta.
[Per questo non abbiamo problemi! Dopo ogni venerdì il nervoso per non essere stati ascoltati ha guadagnato sempre qualche metro in più.]
Tutto questo è normale, non si impara in un solo giorno a rinunciare alle proprie piccole idee, ai propri progetti, per aderire alle idee, ai progetti della comunità. Ci vuole del tempo per aver fiducia negli altri e nella comunità...
[Ma non possono neanche passare sempre le idee di una persona soltanto, perchè la comunità capi dovrebbe essere una scuola di democrazia e non una dittatura.]
... La vita di una comunità implica il servizio, e queste riunioni sono dei sevizi che si rendono per il bene di tutti. Ma se si cerca tranquillamente di ascoltare le opinioni e le idee di ognuno, se si cerca di scoprire il modo migliore di organizzare qualcosa per il bene di tutti, spesso vengono date una gioia e una pace.
[E' questo anche il significato di correzione fraterna che purtroppo molto spesso si tende a non applicare nella comunità capi perchè si cerca di "salvare i rapporti". dicendo che "sì, va tutto bene". Ma così non ci si rende conto che piano piano il rapporto di fiducia si deteriora e non si ha più quella naturale voglia di affidarsi all'altro.]
Jean Vanier